Il Mensile del Vino 13

Il Mensile del Vino

VINI PREFERITI DAGLI ITALIANI NEL 2015: VINI DOC, BIANCHI, FRIZZANTI, SPUMANTI, VINI BIO

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I consumi di vino nella grande distribuzione svelano le tendenze d’acquisto – Presentata a Vinitaly la ricerca completa dell’IRI – Cantine e grande distribuzione a confronto: puntare sul valore del vino italiano, ridurre le promozioni, rimodellare gli scaffali – Il vino italiano nella distribuzione moderna all’estero
 

vinitaly-2012(Verona, 11 aprile 2016) – La maggioranza degli italiani compra il vino nei supermercati e le statistiche dei consumi nel 2015 forniscono un quadro accurato su gusti e tendenze: le più richieste sono le bottiglie a denominazione d’origine, i vini frizzanti (specie bianchi e rosati), gli spumanti e il vino biologico. In un Paese dove il consumo pro-capite di vino è in calo costante da decenni la preferenza dei consumatori va a vini di qualità garantiti dalla denominazione d’origine, a vini più leggeri e spiritosi come i bianchi, i vini frizzanti e gli spumanti (molto graditi dalle consumatrici e favoriti da un’estate molto calda), e ai vini percepiti come più naturali.
 
E’ quanto emerso oggi dalla ricerca dell’IRI, presentata oggi a Vinitaly nella tavola rotonda “Il vino italiano sugli scaffali della grande distribuzione italiana ed estera”.
 
Mentre calano le vendite a volume del vino in brik (- 1,6% rispetto al 2014), del vino da un litro e mezzo/due litri (-7,4), del vino in contenitori di plastica (-4,1%), gli aumenti più sostenuti sono: quelli delle bottiglie a denominazione d’origine (+1,9%), del bianco fermo (+4,8%), del bianco frizzante (4,9%), del rosato frizzante (+7,6). Prosegue anno dopo anno la crescita dello Spumante (+7,8%). Cresce molto anche il vino biologico (vino + spumanti) con una crescita a volume del 29%, ma che rimane ancora una nicchia con i suoi 2,5 milioni di bottiglie. Un discorso a parte va fatto per il vino etichettato direttamente dalle catene della grande distribuzione con nomi di fantasia: nel 2015 ha venduto 14 milioni di litri, ma ha visto aumentare del 4,7% le vendite in valore, con un prezzo medio di 4 euro e mezzo; segno che questo segmento sta puntando ad un riposizionamento verso l’alto.
 
Dopo la presentazione dettagliata delle tabelle della ricerca IRI da parte di Virgilio Romano, Client Solutions Director, ricerca commissionata da Vinitaly, i partecipanti alla tavola rotonda, moderata da Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch.it, sono intervenuti sul tema.
 
“La piccola ripresa dei consumi di vino nella grande distribuzione in Italia è segno di quanto radicata sia la cultura di questo prodotto nel nostro Paese – ha osservato Francesco Zonin, Vice Presidente di Zonin1821 - Tanto radicata ed importante da essere diventato, il vino, uno dei nostri prodotti di punta nell'esportazione dell'agroalimentare. Purtroppo la corretta promozione, qui e all'estero, ha ancora strada da fare, così come una lettura più facile degli scaffali italiani. È complesso, attraverso una piccola etichetta, comunicare i valori di una marca o di una denominazione: il marketing mix utilizzato dalle aziende nazionali deve allargarsi e riguardare sempre meno il prezzo."
 
Sul tema della corretta promozione ha insistito anche Enrico Chiavacci, Marketing Director di Marchesi Antinori: “E’ necessaria una profonda riflessione su come valorizzare il vino italiano nei supermercati e su come migliorare il rapporto di collaborazione tra industria e distribuzione. I cardini su cui concentrarsi sono certamente il controllo promozionale e la riqualificazione della proposta a scaffale. Un’eccessiva pressione promozionale induce il consumatore ad attribuire un valore percepito minore rispetto al reale, svilendo l’immagine del vino italiano nel medio lungo termine. Operare in questa direzione è fondamentale per migliorare la percezione dei vini a scaffale”.
 
L’appello di Marchesi Antinori è stato ben accolto dalla Coop Italia, come ha sottolineato da Francesco Scarcelli, Responsabile Vini, Birre e Bevande Alcoliche: “La promozionalità va guidata: se è sana, guida al consumo consapevole e invita a provare nuovi prodotti; se invece è eccessiva, crea fidelizzazione all'evento stesso dell’offerta e non al prodotto. Secondo me se i produttori ci vengono dietro rendendo parlante il prodotto, cercando magari di far crescere la qualità percepita degli scaffali dando alla GDO sempre più prodotti oggi destinati all’altro canale e se i Consorzi di Tutela ci aiutano nel valorizzare e comunicare il territorio, il supermercato diventerà sempre più il luogo dove si svilupperà il mercato del vino del futuro”.
 
Etichette parlanti e vino biologico tra le linee strategiche di Carrefour, come chiarito da Gianmaria Polti, Direttore Beverage: “Cerchiamo soluzioni come le etichette parlanti. Oltre a targhette sotto le singole bottiglie: provenienza e uvaggio utilizzato, temperatura di servizio, abbinamenti culinari. Un surrogato del sommelier in "corsia", la cui presenza - per ora - non è assicurata quotidianamente, ma in diversi pdv garantita mensilmente. Particolare attenzione al segmento del biologico e del vegano, vini le cui vendite sono in forte ascesa, con un aumento del 20% nel 2015”.
 
Nonostante l’Italia non abbia catene distributive nazionali con punti vendita all’estero, tranne rarissime eccezioni, il vino italiano è presente sugli scaffali dei supermercati europei, nordamericani e, in misura minore, asiatici.
 
La cantina Tasca d’Almerita ha sempre curato la penetrazione dei mercati esteri e il suo Direttore Commerciale, Francesco Giattino, ha raccontato l’esperienza storica in Germania: “Siamo partiti 50 anni fa ed oggi una nostra singola etichetta è leader nella fascia dei vini bianchi da 7/10 euro. Nei primi 30 anni il lavoro è stato svolto in maniera tradizionale, facendo a tappeto ristoranti, pizzerie, enoteche. Negli anni 80 ci siamo rivolti ad un distributore nazionale che marginalmente ha iniziato anche a servire la grande distribuzione. Dopo il 2000 la grande distribuzione ha iniziato a chiederci vini di qualità più alta e ben posizionati sul canale horeca. Certo rimane il problema, non facile, del controllo delle promozioni e dei prezzi”.
 
Eataly non è una catena della grande distribuzione, ma il suo successo all’estero può insegnare qualcosa su quanto sia utile alfabetizzare sul vino oltre che venderlo, vista la scelta di concentrare nello stesso locale ristorazione e scaffali di vendita. “Dal nord al sud, sono migliaia le storie che si potrebbero scrivere per raccontare la biodiversità della nostra penisola – ha riferito Dino Borri, Direttore Acquisti Eataly USA -Dagli Stati Uniti alla Germania passando per Corea, Giappone e Brasile incontriamo consumatori "assetati" non solo di vino ma di cosa c'e dietro al vino, che sia un vitigno non particolarmente conosciuto, un contadino che produce in maniera biodinamica, una grande azienda blasonata, o una etichetta famosa non fa veramente la differenza”.
 
Uno dei temi della tavola rotonda è stato quello del vino a marchio del distributore, cioè etichettato dalle catene distributive. “La linea Le Vie dell’Uva, lanciata nel 2012, oggi ha 57 vini e vende circa 3 milioni di bottiglie – ha riferito Luca Vaccaro, Direttore Marca del Distributore del Gruppo Selex  (Famila, A&O, etc.) – e sono molto richieste le etichette di maggior pregio come Barbaresco Docg, Pinot nero e Pinot bianco Doc del Südtirol Alto Adige, Nobile di Montepulciano Docg, Lacryma Christi del Vesuvio Doc, Primitivo di Manduria Doc, Valpolicella Ripasso Doc, Etna rosso ed Etna bianco Doc. Oltre naturalmente a tutto il mondo delle bollicine. Il vino è fornito da una ventina tra le migliori cantine di tutta Italia”.
 
Enoteche, ristoranti, wine bar, vendita diretta, grande distribuzione. Ma a che punto è la vendita on line del vino e che futuro può avere? Ne ha parlato Riccardo Zilli, co-fondatore del sito Tannico.it: “Il mercato del vino on line in Italia ha una quota di mercato di circa l’1%, quando ci sono Paesi come il Regno Unito che ha raggiunto il 10%. La crescita dei prossimi 3-4 anni sarà vertiginosa  e rappresenterà una grande opportunità soprattutto per le cantine più piccole. Tannico.it, nato 3 anni fa, ha in catalogo 5mila etichette e ha fatturato 6 milioni di euro nel 2015”.
 
 

IL VINO CON ETICHETTA “LE VIE DELL'UVA” CRESCE DEL 27% NEL 2014

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La linea di vini di Selex cresce e fa da traino all'intero comparto - E da quest'anno all'assortimento base si affianca la selezione top

 

vini Selex Le Vie dellUva(Trezzano sul Naviglio, Milano, 10 aprile 2015) - La linea di vini “Le Vie dell'Uva” cresce e si segmenta. Lanciata dal Gruppo distributivo Selex nell'autunno 2011, ha realizzato nel 2014 un fatturato di circa 4,5 milioni di euro per un totale di oltre 2,3 milioni di bottiglie (+ 27% in volume e in valore rispetto al 2013). Un incremento che supera di gran lunga quello del comparto vini Doc, Docg, Igt e Charmat all'interno dei supermercati del Gruppo (+ 4,4% a volume e + 0,6% a valore).

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VINITALY: I VINI PIU' ACQUISTATI DAGLI ITALIANI - CALANO I CONSUMI IN GDO, RESISTONO I DOC, AVANZA IL BIOLOGICO

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DIMINUISCE NEL 2013 IL CONSUMO DI VINO DEGLI ITALIANI NEI SUPERMERCATI: RESISTONO LA BOTTIGLIA DOC ED IL VINO DA TAVOLA, CALO DEL VINO IN BRIK, AVANZA IL VINO BIOLOGICO

La classifica IRI dei vini più venduti nel 2013: Chianti, Lambrusco, Vermentino – Exploit di Pignoletto e Cannonau

 


image003(Verona, 12 marzo 2014) – Nel 2013 gli italiani hanno bevuto meno vino in quantità, cercando contemporaneamente sia la qualità che il risparmio. Si sono orientati sulle bottiglie “doc” ed hanno iniziato ad apprezzare il vino biologico, ma si sono spostati anche su formati meno costosi come quello del vino da tavola ed il vino con la marca del distributore, cioè del supermercato stesso. I vini bianchi crescono più dei rossi ed i frizzanti vanno meglio dei fermi; spumante italiano e prosecco sono sempre più acquistati. Questo il quadro emerge dalla ricerca svolta dall’IRI per Vinitaly 2014 (a Verona dal 6 al 9 aprile) sulle vendite di vino nei supermercati, un canale che distribuisce circa il 63% del vino.

“L’indagine sugli acquisti di vino nella grande distribuzione che Vinitaly commissiona ormai da 10 anni – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere -  conferma una tendenza che si può riassumere in una maggiore consapevolezza della qualità e soprattutto del giusto rapporto qualità/prezzo da parte del consumatore medio quando deve scegliere. Questo richiede alla grande distribuzione una maggiore attenzione nella proposta, che deve essere anche in grado di assecondare le nuove richieste, come quella dei vini biologici”.

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VINO NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE: CRESCONO ANCORA LE VENDITE NEL PRIMO BIMESTRE 2015, IN VOLUME E IN VALORE

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I programmi per il 2015 delle catene distributive presenti a Vinitaly: riduzione delle promozioni, ristrutturazione dello scaffale vino, più comunicazione al consumatore

 

Vinitaly(Verona, 16 marzo 2015) – Dopo i segnali di miglioramento emersi nel 2014, le vendite di vino nella Grande Distribuzione crescono con più decisione nel primo bimestre del 2015, secondo le nuove anticipazioni della ricerca IRI per Vinitaly.

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Vinitaly 2013 - Il Report

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MAPPASi è da poco conclusa l’edizione 2013 del Vinitaly, una delle prime fiere internazionali del settore vitivinicolo che, per il 90% degli espositori,rappresenta l’occasione per farsi conoscere oltre confine e porre le basi per accordi commerciali di fornitura che determineranno l’assorbimento di buona parte della produzione per tutto l’anno a venire. In un momento di crisi del consumo interno, sceso sotto la soglia dei 40 litri pro capite all’anno, l’export sembra l’unica via d’uscita per le aziende italiane.

I primi dati di sintesi che si possono trarre dall’evento veronese riguardano infatti gli effetti della ormai conclamata congiuntura economica, manifestata dalla ulteriore contrazione della domanda interna (molte aziende registrano cali tra il 30 e il 40% nel primo trimestre 2013sul primo trimestre 2012 ) e della domanda di altri paesi dell’area Euro; a dispetto di questo scenario, anche quest’anno il Vinitaly ha registrato ulteriori record, con numeri in crescita rispetto all’anno precedente: ben 148.000 i visitatori totali (+ 6%), dei quali ben 53.000 gli operatori esteri (+10%) da 120 Paesi, che nei 4 giorni di fiera hanno potuto scegliere tra circa 4200 aziende espositrici. In aumento anche le presenze di stampa accreditata , con il numero di giornalisti che sale a 2.643 da 47 Paesi, contro i 2.494 da 42 nazioni del 2012.

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VENDITE DI VINO NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE IN LEGGERA RIPRESA NEL 2014 - SEGNALI INCORAGGIANTI PER IL 2015

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Le anticipazioni della ricerca IRI che verrà presentata a Vinitaly – Crescono Vermentino, Prosecco e Muller Thurgau – Tra gli emergenti: Pecorino, Passerina e Inzolia  – Federdistribuzione: calibrare meglio le promozioni e aumentare la comunicazione 

 

vino 2014(Verona, 4 marzo 2015) – Segnali di miglioramento nel 2014 per le vendite di vino nella Grande Distribuzione, che invertono la tendenza negativa del 2013 e degli ultimi anni e fanno ben sperare per il 2015.

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Casa Zeni

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zeniL’attività dei vignaioli di casa Zeni trae origine dall’ultima metà del 1800. L’ultima generazione degli Zeni, attuali gestori dell’azienda, hanno conferito alle loro produzioni l’impronta che attualmente caratterizza la loto etichetta. Il loro scopo è quello di creare vini e grappe di qualità partendo sempre e immancabilmente dall’origine: il vigneto. Tanti i miglioramenti effettuati dai due fratelli Zeni che, nel tempo, hanno reso l’azienda di famiglia un vero gioiello dell’enologia nazionale. Oggi gli Zeni, affiancati da esponenti delle più giovani generazioni, lavorano circa venti ettari vitati per una produzione intorno alle centonovantamila bottiglie.

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VINO NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE: SEGNALI DI RIPRESA DAL MERCATO INTERNO – LE CATENE EUROPEE ED USA SEMPRE PIU’ INTERESSATE AL VINO ITALIANO

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Al convegno di Vinitaly la ricerca completa di IRI sul mercato interno e, per la prima volta, la ricerca IRI su vino italiano e supermercati esteri – I commenti di Federdistribuzione, Federvini, Unione Italiana Vini, Coop e Conad

 

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Due i messaggi positivi che arrivano da Vinitaly: l’aumento delle 

vendite di vino nei supermercati nei primi mesi del 2014 potrebbe portare ad una ripresa del mercato interno, dopo anni di stasi; la grande distribuzione europea ed americana è pronta a veicolare sempre maggiori quantità di vino italiano.

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Novacella - Zona vinicola più settentrionale d'Italia

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IMG_3113Le origini del vasto complesso di edifici dell'Abbazia di Novacella risalgono al ll42, quando il vescovo Hartmann ne fece sede dell' oridine agostiniano. Fin dagli inizi Novacella offri ricovero ai pellegrini in viaggio verso Ia Terra Santa od in visita alla
Roma papale, e divenne un importante centro spirituale e culturale noto in tutta Europa. Ancora oggi Novacella e famosa per la sua ricca biblioteca, per le vaste
iniziative nel campo della cultura, ed anche per la sua cantina vinicola

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VINO NEI SUPERMERCATI: RISALGONO LE VENDITE NEL PRIMO BIMESTRE 2014 - LE STRATEGIE DELLE CATENE DISTRIBUTIVE

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Migliorano le vendite di vino nei supermercati nei primi due mesi del 2014. Nel primo downloadbimestre gennaio/febbraio le vendite di bottiglie da 75cl sono più dinamiche e guadagnano 3 punti percentuali sul 2013, facendo segnare un -0,3% a volume rispetto a ad una chiusura 2013 del -3,4% (vedi tabella allegata).

In realtà già l’ultimo trimestre 2013 aveva dato segnali positivi, cioè di un rallentamento del calo delle vendite  - ha spiegato Virgilio Romano, Director Cliente Service di IRI – ed ora i primi due mesi del 2014 mostrano un netto miglioramento. Recupera anche il brik con un -2,1% (rispetto al -9,4% del 2013). Probabilmente abbiamo lasciato alle spalle le difficoltà del 2013, in linea con l’andamento dell’economia e dei consumi, e possiamo essere fiduciosi per il 2014”.

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Il mercato vitivinicolo italiano

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Tra export e domanda interna

cantina_lNel corso degli ultimi vent’anni la qualità della produzione enologica italiana è aumentata notevolmente, qualificandosi come una delle più prestigiose ed apprezzate in tutto il mondo.

I volumi di produzione e di mercato posizionano l’Italia al primo posto della classifica dei Paesi produttori-consumatori e al primo posto dei Paesi esportatori ( mantiene la prima posizione mondiale per volume di esportazione con il 20% ed é tra i primi consumatori pro capite (40,5 litri) ).

Molto è stato fatto nel settore dell’export che riesce a raggiungere sempre nuovi mercati: un esempio calzante è rappresentato dalla Russia, che ha cominciato ad apprezzare il vino made in Italy da qualche anno e che nel 2010

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